Aldo COLO'

(Modena, 1928)

 

 

Le forme proposte da Colò sono rigorose, essenziali, nitide, si comprende quanto la loro disposizione sulla superficie della tela non abbia nulla di casuale.

 L’equilibrio compositivo, presente in tutti questi dipinti, è meditato attentamente dall’artista.

La lenta e misurata alternanza di queste nude geometrie svela, all’osservatore, come quest’autore non dipinga in modo istintivo ma riflessivo.

Le forme, sempre disposte all’interno di questi rassicuranti ed accoglienti ovali, si sovrappongono spesso tra loro, senza mai cercare di raggiungere un effetto plastico che le farebbe fuoriuscire dalla pura bidimensionalità.

Restano in questo modo confinate in una dimensione puramente pittorica, nella quale trovano posto solo le linee, gli angoli, le curve.


La ricerca cromatica di Colò si dirige, quasi esclusivamente, verso una limitata gamma di tinte opache, scure e silenziose, stese sempre uniformemente e in modo curato.

 In questo modo l’opera risulta sempre ordinata nella sua complessità compositiva e cromatica.


Prima di essere assimilati e compresi, questi dipinti richiedono un momento contemplativo ineludibile.

 In Colò il sentire non è mai immediato.

Ma, tutto questo rigore, questo dipingere controllato e severo non appesantisce, non complica il risultato finale, al contrario ci trasmette il senso di una spiritualità limpida e, al contempo, sofferta, complessa.



elena londero

 

 
 
 

 

 

 

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