Mario BALDAN
Mestre (VE), 1933 - Udine, 1996
Baldan è uno di quei rari artisti che avvertono la necessità di filtrare ogni sensazione, ogni moto dell'animo, nell'intento di percepire i rapporti meno apparenti con un intervento della mente.
Giuseppe Bergamini
La circonferenza, quindi, è il punto di partenza e lo stimolo di un altro momento dell'arte di Baldan: il pittore studia a lungo la sua forma perfetta, la dissolve e la ricrea, la vuole tagliare e ricomporre, sempre secondo moduli regolari quasi geometrici e ne ottiene infine delle grandi ali aperte all'aria e al volo, delicate e forti, agili ed eleganti. Nascono così le ultime "Fughe d'ali" e i "Voli dei gabbiani", immagini di un'eleganza raffinata e talvolta rarefatta in cui però l'amore per la leggerissima materia pittorica e per gli accostamenti cromatici più delicati (bellissimi i giochi di diversi bianchi) non sono mai fine a se stessi né mai sfiorano il decorativismo puro e semplice, poiché sono sempre l'espressione del desiderio di conquistare(razionalmente sì, perché la conquista sia più valida e duratura)uno spazio aperto e libero, lontano dall'angoscia dei muri scrostati, in cui potere liberamente vivere e fare arte.
Gabriella Brussich