Giordano MERLO

 

nasce ad Avosacco, frazione di Arta Terme, in provincia di Udine,

il 27 dicembre 1919 da Fioravante e Maria Cappellari.

Il padre č emigrante in Francia, in Austria e poi in Africa come capomastro in edilizia;

la madre gestisce un albergo ad Arta. Trascorre un'infanzia felice, in attesa del ritorno

 dell'estate

con i "villeggianti" ed il rientro del padre e dello zio.

Frequenta le elementari in Arta, successivamente a Tolmezzo č allievo della scuola di

 Arti e Mestieri

"Albino Candoni". Alla sua formazione culturale collabora la cameriera Libera,

 trasmettendogli il senso del magico,

con fiabe e leggende del monte dove compaiono streghe vendicatrici e spiriti senza

 pace.

Con una borsa di studio diventa allievo interno dell'Accademia di Educazione Fisica

alla Farnesina di Roma.

In quel periodo la famiglia va incontro a dissesti finanziari che condizioneranno

gli anni futuri e il padre trasferisce la propria attivitā in Africa.

Frequenta l'Accademia per tre anni sino al 1929, quando il padre, avuto sentore

dell'imminente conflitto bellico, lo chiama in Africa.

Date le conoscenze e la preparazione in Educazione Fisica acquisite in

Accademia, lavora per il Ministero delle Colonie e dirige,

come impiegato cadetto, la Sezione Giovanile di Educazione Fisica di Gondar in

 Etiopia.

Allo scoppio della guerra, arruolato in artiglieria, partecipa

alla strenua difesa sui monti dell'Amba Alagi, con le truppe del Duca Amedeo d'Aosta,

conclusasi con la resa e l'onore delle armi. Riceverā la Croce di Bronzo al Merito.

"Prigioniero sulla parola", riesce a sottrarsi all'internamento inglese in India, e insegna

 in

un riformatorio indigeno di Adi Ugri in Eritrea.

E in quel periodo che, sollecitato dai colori e dai paesaggi dell'Africa, si accosta per la

 prima volta alla pittura.

Nell'aprile '42 si sposa con Delfina Francescutti, conosciuta ad Adi Ugri e bloccata in

 Africa dagli eventi bellici.

Nel dicembre del '47 Giordano fa ritorno in Patria.

Nel '48 diviene dipendente dell'Intendenza di Finanza di Udine.

Immediatamente divampa la nostalgia del caldo, dei colori, dei grandi spazi, di una vita

 libera,

non strutturata, e presto in lui si insinua la consapevolezza del reale mutamento della

 sua

esistenza e il senso di perdita che a questo si accompagna.

Una serie di inattesi, favorevoli eventi suscita in lui nuovi entusiasmi, e riesplode

la passione per la pittura; si dedica allo studio dell'arte, alla sperimentazione pittorica,

ed intensifica la lettura, attivitā che coltiverā instancabilmente per tutta la vita.

Entrando in contatto con la cerchia dei pittori del tempo,

la sua casa diviene luogo di ritrovo e confronto di pittori giovani o affermati come

Mario Baldan, Getulio Alviani, Giorgio Celiberti, Giulio Piccini e altri.

Iniziano le partecipazioni a mostre collettive, alle ex-tempore e le prime personali.

Nel '61 č tra i soci fondatori del Centro Friulano Arti Plastiche, nel '62 ricopre la carica

di Segretario aggiunto.

Nel '75 viene nominato Segretario del Centro Friulano Arti Plastiche, carica che ricopre

con entusiasmo e dedizione fino al giorno della sua morte.

Trascorre gli anni successivi coltivando amicizie ( fra letterati e operatori visuali: Alcide

 Paolini,

Dino Menichini, Luciano Morandini, Tito Maniacco, Giorgio Valentinuzzi...) e, per

rafforzare il senso qualitativo dei rapporti umani soprattutto fra gli artisti, si dedica

con rinnovata passione alle manifestazioni internazionali (INTART, INTERGRAF,

ALPEADRIA ecc.) convinto che attraverso l'Arte si possa esprimere un linguaggio

 universale.

La morte lo porta via con se' una domenica di fine febbraio del 1996.

 

Giordano MERLO

 

info@icontemporanei.it